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La mia Fase 2: il senso di colpa di una mamma

Questo post è tratto da uno scambio di messaggi nel gruppo Telegram di YogaMamy: uno spazio di cui sono ogni giorno immensamente grata per la forza, bellezza e autenticità delle connessioni che si sono create tra le donne che ne fanno parte.
Ti auguro una buona lettura,
Francesca

@Ingrid
La mia fase due: il senso di colpa di una mamma.
Ciao ragazze, ho pensato molte volte di scrivervi come mi sentivo questa settimana, ma ero stremata da questa ripartenza. Sapevo che non sarebbe stata facile. Sognavo che il mondo in questi mesi avesse capito che bisogna riniziare lentamente e ricostruire qualcosa di diverso, cicli più sostenibili sia per l’uomo che per il pianeta. Ma prevedevo che i ritmi imposti dal mercato sarebbero stati ancora più aggressivi. E così è stato. In tutto ciò, mi sono ritrovata a lavorare parecchio, anche fino a tardi, ed uscire, a mio malgrado, da quel mondo e quella quiete che mi ero costruita in questi mesi. Uscire in realtà da un mio stato mentale e fisico (perché in realtà lavoro da casa) ma ho sentito il distacco da una quiete che mi aveva dato tanta serenità. Serena perché mi sentivo sempre connessa con il mio bimbo e le sue energie. Ed è qui che è arrivato: il senso di colpa! Uno stato d’animo che penso che sia intrinseco nel diventare mamma. Quella divisione continua tra quello che vorresti dare e quello che in realtà riesci a dare. E così in queste sere, stanca, mi dedicavo all’ascolto del mio bimbo e lui puntualmente si faceva sentire, dopo un’intera giornata di assenza. E in quel momento il cuore mi si scaldava e una lacrimuccia scendeva perché avrei voluto dedicargli più tempo durante il giorno. Ecco. Però in tutto ciò, sento che tutto il lavoro che stiamo facendo assieme, la mia ricerca continua di equilibrio, anche in settimane così “violente” mi protegge. Continuerò a ringraziarvi infinitamente per quello che mi state dando, senza di voi sarebbe tutto diverso.

@Isabella
Come è vero ciò che dici, Ingrid! Anche io ho sperato dal profondo che questa quarantena portasse tutti ad un esame di coscienza per rivedere il rapporto con l’ambiente, anche solo vedendo come la natura in vari punti del pianeta stava riemergendo radiosa; con il lavoro e la vita in genere, rivalutando il valore del tempo di qualità, verso cicli di lavoro più umani e una gestione del tempo più naturale, più in ascolto di se stessi.
Per un po’ ci ho anche quasi creduto che si potesse creare un risveglio collettivo…ma anche a me questi primi giorni di fase 2 sono sembrati una corsa frenetica per riaccaparrarsi quella quotidianità col pilota automatico che sembrava si potesse mettere in discussione.
E un po’ questa modalità ha travolto anche me, con clienti, che animati dalla sacra ansia, in pochi giorni vogliono realizzare progetti, “recuperare il tempo”… un po’ voglio contrastare questa modalità, che non è mai stata mia (e ritengo sbagliata a prescindere), dall’altra anche a me è parso di essere stata svegliata con uno scossone e di aver inevitabilmente tolto tempo all’ascolto di me e della bimba..
Voglio ancora credere che in qualcuno il pensiero di una consapevolezza diversa stia lavorando e darà frutti.
Perdonate se mi sono dilungata..

@Federica
Ciao Ingrid, mi è dispiaciuto tanto leggerti così! Credo che tu abbia sperimentato quello che tutte noi proveremo prima o poi. Anzi, é una sensazione che personalmente ho provato tante volte anche prima di essere mamma, semplicemente nel rapporto con me stessa e nel tentativo di difendere il mio tempo personale. Purtroppo i ritmi che il sistema ci impone, e che a volte ahimè ci autoimponiamo, non sono sani né per noi né per il mondo che ci ospita. Questa situazione lo ha dimostrato fortemente ma anche io ho la percezione che il cambiamento tanto decantato non avverrà con facilità. La rincorsa al tempo perduto è proprio l’esatto contrario della nuova mentalità di cui avremmo bisogno.
Però proviamo a non mollare! Continuiamo a crederci e a mettere in pratica nel nostro piccolo il cambiamento che abbiamo percepito e che vorremmo vedere nel mondo.
Io ho avuto la fortuna, ormai la definisco così, di essere in maternità anticipata praticamente dall’inizio e quando la mia emergenza era rientrata è scoppiato tutto questo ed ho continuato a rimanere a casa. Non mi sono mai fermata, sto lavorando ma con ritmi lenti (un’esperienza che mi sembra incredibile). Alle volte quando mi capita di avere videoriunioni di ore e ore ad un certo punto faccio una cosa semplice, metto una mano sulla pancia, basta una carezza e magari un calcetto e mi rassereno. È un contatto fugace, lo so, ma è un modo per dirsi “ehi tutto bene? Io ci sono”. Vi abbraccio ragazze, scusate se anche io mi sono dilungata ma con voi mi viene naturale…

@Chiara
Cara Ingrid, ho letto il tuo messaggio tutto d’un fiato e poi, come spesso mi accade quando vi leggo, ho avuto bisogno di far sedimentare. Ho sentito sotto pelle la tua fatica e ciò che hai descritto e raccontato ha toccato molte corde di pensieri e riflessioni che in questi giorni mi hanno fatto e mi fanno tutt’ora compagnia. Come voi anche io ho sperato profondamente che tutta questa situazione così faticosa e per alcuni aspetti drammatica ci insegnasse qualcosa, ci permettesse di iniziare a vedere e percepire il mondo in modo diverso e di capire che si può vivere e fare anche senza ricorrere alle modalità che fino a ieri erano la normalità e che in qualche modo stavano causando tanti danni, alla nostra Terra ma anche a noi abitanti, senza che spesso ne fossimo neanche consapevoli. Questi giorni però, ricominciando a muovermi, ho visto e percepito tanta frenesia, in un attimo è tornato il traffico, il rumore, l’agitazione. Tanta foga di riaccaparrarsi velocemente le cose com’erano prima. Sicuramente tanta è stata la paura che ha dominato questo periodo, molti hanno sperimentato l’angoscia di perdere il lavoro e le proprie sicurezze costruite attraverso oggetti e abitudini, sicurezze radicate più all’esterno forse e meno all’interno di sé. E ora, che è stato riaperto un piccolo spiraglio, questa paura si è tradotta in aggressività e foga, ed è ripartita una corsa frenetica per rientrare nei vecchi abiti, nei vecchi ruoli. Questo mi ha fatta molto soffrire da un lato ma dall’altro forse in fondo non mi aspettavo nulla di diverso perché questa esperienza così forte ci ha messo di fronte ad una possibilità e ad una necessità di trasformazione davvero molto grande e drastica che forse non siamo ancora pronti a mettere in atto, non tutti almeno. Al tempo stesso credo che in altrettante persone tutto questo abbia seminato in profondità, lasciando il segno e facendo riscoprire parti profonde già presenti in precedenza, forse schiacciate e lasciate in disparte per stare dietro e corrispondere a ciò che veniva chiesto dal mondo esterno. Il cambiamento globale forse richiederà del tempo e forse altri segnali ma ciò nonostante penso che anche se in piccolo, anche se per ora solo in una porzione di persone, qualcosa è cambiato e qualcosa pian piano cambierà. Io per prima ho messo a fuoco davvero molto in questi mesi, della mia vita, dei miei bisogni reali, delle mie priorità e sono cose che mi terrò stretta, anche se non sarà sempre facile farlo quando bisognerà uscire da questa sorta di bolla che ha creato non solo la quarantena la ma gravidanza stessa. Li percepisco chiaramente come germogli che finalmente sono stati nutriti, irrorati da luce e acqua. Germogli di qualcosa di nuovo da custodire e continuare a nutrire nonostante il mondo fuori possa provare a tornare come prima, remando ostinatamente controcorrente. O forse sarò io a dover remare un po’ controcorrente quando il flusso tornerà come prima ma ora capisco che non sarà più un remare per ideali mentalizzati e teorici, ma per un sentire profondo di cui in questi mesi ho fatto esperienza e che mi ha fatto compagnia in mezzo anche a momenti di fatica e sconforto. Un sentire che non mi abbandona e che io non voglio più smettere di percepire. Quindi coraggio ragazze, non sarà facile e non sarà semplice ma se tutto questo risuona in noi come mi sta arrivando da tutti i vostri messaggi, saremo anche capaci di trovare le risorse e le strategie per continuare sulla strada che sentiamo più giusta e sana per noi. Non sarà sempre facile, ci saranno momenti in cui ci sentiremo sole, disorientate, stanche…ma le vite che ora portiamo dentro, germogliate in un momento particolare come questo, in un qualche modo portano con sé una grande e potente forza trasformativa e un richiamo alla vita nel senso più puro.

Anche io mi sono dilungata, come sempre con voi, ma questo scambio è davvero prezioso e anche io vi ringrazio dal profondo per la possibilità di questo luogo così potente di incontro e condivisione. Grazie.

Vi abbraccio forte.

@Francesca
Buongiorno,
Grazie di cuore Ingrid, il tuo racconto mi ha fatto vibrare molte note dentro.
Ricordo che quando ero incinta di Luna, con Lorenzo di neanche 2 anni, avevo le stesse sensazioni molto spesso..di non stare dedicando il giusto tempo e ascolto alla mia bimba. Ho lottato molto con questo senso di colpa e, ti dirò, ci ho continuato a lottare anche in questi giorni. Nel mio caso non è il lavoro ciò che mi allontana a volte dai miei figli ma l’attenzione alternata tra l’uno e l’altra. Non sono più nella pancia ma fuori eppure vi posso assicurare che non cambia nulla..quel senso di “non esserci abbastanza” o “non fare abbastanza” ha fatto ancora eco dentro di me. In questi giorni ho spesso combattuto dentro questo senso di colpa che, per stare con tutti e due, non riuscivo a stare come avrei voluto con nessuno dei due.

Poi oggi mi sono arresa e che curioso..è stato poco prima di leggere i vostri messaggi.
Mi sono arresa vuole dire che ad un certo punto ero in bilico tra frustrarmi totalmente per non riuscire ad addormentare nessuno dei due nel tentativo di addormentarli entrambi o lasciar andare. Ho lasciato il controllo, ho accettato i miei limiti, ho accettato che sto facendo il mio meglio, ho accettato che la situazione in cui mi è chiesto di stare ora è questa..e che il mio amore è infinito nonostante le mie capacità finite. Ho sentito una liberazione. Poi ho letto i vostri messaggi e ho sentito una forza immensa.

Ora sono qui con Lori che disegnamo sulla tablet mentre Luna dorme nella fascia abbracciata a me. Lori mi ha appena detto che la gomma per cancellare della tablet “Pulisce molto bene”, ho riso molto e ho pensato che è davvero tutto perfetto, così com’è.

Grazie a tutte voi per la vostra meravigliosa bellezza.

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Un gruppo di donne compagne nel meraviglioso viaggio della maternità.

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